Biografia musicale (1970 - 2001)


George Harrison
25/02/1943 - 29/11/2001



È il 1970 quando i Beatles si sciolgono, e sono in molti a chiedersi che ne sarà dei quattro musicisti giunti a questo punto. Nessuno ha dubbi sul futuro discografico di Lennon e di McCartney, su Ringo si sa che non potrà aspirare ad un ruolo da protagonista nella scena musicale; la vera incognita è invece George Harrison, il più dotato tecnicamente (grande chitarrista), ma nei Beatles relegato, dallo strapotere di John e Paul, ad un ruolo di secondo piano.

La sorpresa arriva subito ed è clamorosa: è proprio Harrison il più dinamico dei quattro una volta che il gruppo si scioglie.

Nel 1971 pubblica il triplo album “All things must pass”, capolavoro assoluto, realizzato con il produttore Phil Spector e con la collaborazione di musicisti del calibro di Bob Dylan, Eric Clapton, Ringo Starr e Billy Preston. Pur triplo l’album ottiene un incredibile successo di pubblico e di critica, ed il singolo “My sweet lord” raggiunge le vette delle classifiche un po’ in tutto il mondo. Successivamente il brano creerà anche dei problemi ad Harrison, per una insensata accusa di “plagio”: George avrebbe “preso in prestito” alcune note…dal ritornello di una quasi sconosciuta canzone (He’s so fine) delle Chiffons???! La questione si risolverà alcuni anni dopo con il pagamento di un congruo risarcimento da parte di Harrison, che nel ’76 pubblicherà “This song”, suo laconico commento a questa assurda vicenda.

Ma George fa sentire la sua voce anche in altri settori: nell’agosto del 1971 su invito dell’amico e maestro Ravi Shankar organizza il celebre “Concerto per il Bangladesh”, per raccogliere fondi a favore della popolazione del giovane stato. All’appello rispondono Eric Clapton, Ringo Starr, Leon Russel, Billy Preston, Bob Dylan e molti altri ottimi musicisti. Il concerto ottiene un grande successo e ne viene tratto anche un album ed un film.

Nel 1973 è la volta dell’album “Living in the material world” che porta un’altra bella canzone in testa alle calssifiche “Give me love (give me peace on earth)”.

Nel 1974 Harrison fonda la “Dark Horse”, la sua etichetta discografica, pubblica l’omonimo album e parte per un lungo tour negli U.S.A. I concerti ottengono un ottimo successo di pubblico, ma la critica è impietosa: non accetta la svolta di George sempre più lontano dall’immagine di Beatle. Inoltre Harrison vittima di una laringite, invece di rinviare le date decide di andare avanti offrendo ai critici un ulteriore motivo per stroncarlo. Proprio durante questo tour George conosce Olivia Arias, sua futura moglie e madre dell’unico figlio di Harrison, Dhani.

Nel 1975 esce l’album “Extra texture”, seguito nel 1976 dal primo “The Best of”.

A questo punto terminata l’avventura con la Apple, George si lega alla Warner Bros con la quale realizza dal 1976 al 1992 ben sei album. Dopo “33&1/3” del ’76 e “George Harrison” del ’79, nel 1981 esce “Somewhere in England” che riporta Harrison in alto nelle classifiche con la bella “All those years ago”, canzone nostalgica dedicata al da poco scomparso John Lennon ed alla fantastica avventura Beatles.

Nel frattempo all’Harrison musicista si affianca l’Harrison produttore cinematografico: fonda la “Handmade film”, i cui successi maggiori portano la firma dei Monty Phyton, con film come “Brian of Nazareth” e “All you need is cash”, divertente parodia dei Beatles in cui George recita nelle vesti di un giornalista. Scrive anche un libro intitolato "I me mine", in cui racconta la sua avventura nei Beatles da un punto di vista fino ad allora inedito, e i primi anni della sua carriera solista.

Del 1982 è invece l’album “Gone troppo”, seguito nel 1987 dall’album “Cloud 9”, strepitoso successo che riporta Harrison ai fasti di un tempo.

Nel 1988 il successo continua: George prende parte allo scanzonato e divertito progetto dei Traveling Wilburys, supergruppo formato dallo stesso Harrison, da Bob Dylan, Roy Orbison, Tom Petty e Jeff Lynne, e con il quale pubblica due ottimi album “Vol.1” del 1988 e “Vol.3” del 1990.

Nel 1989 Harrison pubblica l’album “The Best of Dark Horse”, contenete il meglio del secondo periodo della sua carriera solista.

Nel 1991 George parte in tour in Giappone affiancato dall’amico Clapton, riproponendo il suo intero repertorio: dal periodo Beatles a “Cloud 9” Harrison rivisita splendidamente i soui brani migliori. Nel 1992 viene pubblicato l’album “Live in Japan”, ottimo disco live tratto proprio dai concerti dell’anno precedente.

Dal 1994 al 1996 partecipa al progetto “Beatles Anthology”, ritrovandosi in studio con Paul e Ringo. I tre Beatles realizzano anche due nuove canzoni “Free as a Bird” e “Real love” recuperando splendidamente un nastro con la voce di John.

Nel Dicembre del 1999 George subisce, nella sua casa di Henley on Thames, un’assurda aggressione ad opera di un mitomane, e nonostante le violente coltellate ricevute, si salva miracolosamente.

Nel 2001, in occasione del 30° anniversario della sua prima uscita, viene pubblicata la ristampa di “All things must pass”, mentre si rincorrono le voci sull’imminente uscita di un nuovo album inedito di Harrison. Il 29 Novembre dello stesso anno però, un male incurabile riporta George Harrison, il “Beatle tranquillo”, nel suo cielo spirituale, e come a molti piace pensare, accanto al suo vecchio amico John.

L’album “Brainwashed” esce postumo nel 2002, ed è il perfetto testamento di un grande musicista, che si è distinto oltre che per la sua splendida musica, anche per la sua grande spiritualità e umanità.

Le sue canzoni riecheggiano per sempre nella valle del suono…dentro di noi e fuori di noi.

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